Il mercato delle Agenzie per il Lavoro (Apl) è in forte fermento e vede una crescente polarizzazione tra grandi gruppi e piccole realtà. La principale sfida riguarda la carenza di candidati qualificati, soprattutto in ambito tecnico, che spinge le Apl a investire nella formazione e in progetti di reclutamento anche fuori dall’Italia. Synergie Italia, parte di un gruppo internazionale con forte presenza nel nostro Paese, punta a crescere con nuove filiali, ampliando anche i servizi oltre al lavoro somministrato. Un ruolo centrale nella crescita è giocato dall’Intelligenza Artificiale, che permette di snellire il processo di matching tra candidati e offerte.
Da tempo quello delle Agenzie per il lavoro (Apl) è un mercato in grande fermento, nonostante abbia ormai raggiunto un certo grado di maturità.
Complici i movimenti di alcuni player che costringono tutte le Apl a rispondere prontamente, lo scenario attuale vede una polarizzazione sempre più netta della storica divisione tra grandi gruppi e piccole realtà. Finora c’è stato spazio per tutti – e altri soggetti continuano a entrare nel mercato (anche per le limitate barriere all’ingresso nel settore – perché lo scenario, molto frammentato, impone di avere una presenza capillare su tutto il territorio). Ma nella competizione è chiaro che i grandi brand abbiano un forte vantaggio, visto che possono fare leva sul riconoscimento da parte del pubblico.
La vera sfida, che riguarda tutte le Apl in modo trasversale, riguarda la ricerca di candidati. A confermarlo è Marco Valsecchi, AD di Synergie Italia: “Il vero problema è la mancanza di persone qualificate; per esempio, in Italia manca un reale sviluppo degli Istituti tecnologici superiori (ITS) per offrire profili preparati in ambito tecnico senza per forza ricorrere agli ingegneri; c’è, infatti, un grande spazio per la formazione tra il percorso di laurea e il diploma”. È questa una delle questioni sulle quali l’Apl sta concentrando la sua attività, emersa in particolare a seguito dei colloqui con i tanti clienti di Synergie Italia, parte di un Gruppo nato in Francia nel 1969 (è la prima agenzia francese) con sedi in Europa (è la quinta Apl a livello europeo: è presente in 17 Paesi), Canada, Australia e Cina. Anche in Italia – dove è presente dal 1999 – i numeri restano importanti, visto che il nostro Paese è il secondo per importanza a livello di gruppo: 170 filiali e oltre 1.300 dipendenti; nel 2024 ha dato occupazione a più di 26mila persone e ha chiuso l’anno con un fatturato superiore a 815 milioni di euro. Numerosi sono i settori attenzionati dall’Apl: Automotive, Trasporti, Logistica, Infrastrutture ed Edilizia, Sanità, Produzione Alimentare, Informatica, Energie rinnovabili, Aerospazio, Servizi gestiti.
“La responsabilità delle Apl è trovare e formare i candidati per affrontare i cambiamenti dei modelli di business”, prosegue Valsecchi che evidenzia come le grandi aziende conservino ancora una forte capacità di employer branding. Tuttavia, oggi solo questo aspetto non basta per ‘aggiudicarsi’ i migliori candidati. È noto, infatti, che da tempo a guidare il processo di selezione è il candidato.
L’espansione sul territorio
Nonostante le tante sfide del momento, Synergie Italia prosegue la sua crescita, forte della capacità di attrarre le persone. Gioca un ruolo di primaria importanza, secondo il manager, l’assetto poco gerarchico dell’organizzazione, che ben si concilia con l’idea di azienda dei giovani. “Facciamo leva sulla percezione che ci siamo costruiti sul mercato: siamo una società giovane e dinamica, con un’identità e una logica premiale”, prosegue il manager. Per questi motivi si è voluta dare obiettivi molto sfidanti, come il raggiungimento di 1,5 miliardi di euro di fatturato in cinque anni, con una crescita organica – non è esclusa però qualche acquisizione – e l’apertura di 100 filiali nei prossimi quattro anni che si affiancheranno alle attuali 170 (dati di fine settembre 2025). La gran parte del business (90%) è fatta dal lavoro somministrato; oltre a presidiare questo mercato, l’Apl ha in cantiere la crescita degli altri servizi.
Ne è un esempio il Global Talent, un progetto che da circa due anni permette di importare talenti da altri Paesi (Nord Africa, Sud America, Sud Est asiatico…) per tamponare la mancanza di candidati: è il caso della ricerca di infermieri, ma anche dei giuntori della fibra. Ma come avviene la selezione di queste persone? “Abbiamo relazioni con partner locali, poi organizziamo corsi di italiano per le persone scelte e mettiamo a loro disposizione un mediatore culturale con l’obiettivo di velocizzare l’integrazione”, dice Valsecchi. Per far fronte al mismatch domanda-offerta, è stata recentemente lanciata Synergie Academy, una nuova società di formazione e consulenza HR per rispondere al grave problema di carenza di competenze nel mercato del lavoro italiano. Academy ha come obiettivo quello di rafforzare e integrare l’offerta formativa di Synergie, mettendo a disposizione delle imprese un servizio strutturato che comprende percorsi specialistici, formazione in ambito STEM e programmi di reskilling.
Per rispondere, invece, a chi accusa i giovani di non aver voglia di lavorare, Synergie Italia ha proposto in estate un ‘programma lavoro’ dedicato agli studenti per svolgere un’attività in Germania a fronte di una retribuzione di 1.600 euro netti: inutile dire che c’è stato il pienone. Mode a parte, infatti, lo stipendio ha ancora il suo peso pure tra le nuove generazioni, anche se una recente ricerca di fine agosto 2025 ha indicato lo ‘storico’ sorpasso degli strumenti di bilanciamento tra vita e lavoro anche sulla retribuzione, che resta comunque al vertice delle priorità di chi cerca lavoro.
Il recruiter assistant grazie all’AI
A influenzare l’attività delle Apl c’è di certo l’Intelligenza Artificiale (AI), che si configura come un valido alleato per la gestione dei milioni di curriculum. È noto che il settore Risorse Umane sia tra i più interessati al funzionamento di questa tecnologia. Nel caso di Synergie Italia, alla fine del 2024 è stata lanciata l’applicazione di AI: “All’inizio era poco usata e se il primo match proposto tra candidato e offerta di lavoro non funzionava, allora cresceva lo scetticismo degli operatori”, ricorda Valsecchi. L’idea del manager è di rendere ‘super umano’ il recruiter: “La vera sfida è lavorare sull’adoption”. La declinazione generativa dell’AI, invece, è in fase di test come assistente virtuale per consentire un più rapido accesso al database: l’operatore dialoga in linguaggio naturale con il software per cercare specifiche figure richieste dalle aziende e il sistema restituisce i candidati in linea con l’offerta. “La tecnologia consente all’Apl di essere disponibile ogni volta che serve all’azienda cliente”, dice il manager.
Poi sono in lavorazione altri assistenti AI, per esempio quelli che scandagliano i siti di ricerca del personale e fanno matching tra le richieste di lavoro e quelle già presenti in database. “Le tecnologie hanno cambiato il lavoro al recruiter, ma il valore aggiunto da parte degli umani resta molto importante, tanto che non vedo un futuro senza addetti, perché è fondamentale la capacità di comprendere le richieste dei clienti e tutta la sua cultura”.
L’offerta per ricercare figure Executive
Tra le novità proposte dall’Apl, è nata da poco la divisione Executive, la divisione specializzata nella ricerca di Top manager per le imprese, con particolare attenzione alle necessità delle Piccole e medie imprese. La recente Relazione annuale della Banca d’Italia ha rivelato che il 57% dei manager italiani ha più di 50 anni e una limitata apertura verso l’innovazione e velocità nell’adozione delle tecnologie avanzate. Di contro, però, c’è che le PMI hanno aumentato gli investimenti diretti nella trasformazione digitale, ma solo una piccola percentuale di queste imprese hanno identificato un referente per avviarla concretamente.
In sintesi, è chiaro che in molte aziende manchi una struttura adeguata a sostenere il processo di selezione e inserimento di nuove competenze più votate al digitale. “Con Synergie Executive vogliamo proporci come partner strategico nella gestione delle posizioni di vertice, coniugando l’innovazione tecnologica con la competenza umana per un processo di selezione e inserimento che sia efficace e coerente con i bisogni delle imprese”, commenta Valsecchi. Lo stesso manager ribadisce poi che per affrontare la sfida della crescita, in questo particolare momento storico, contraddistinto da un contesto economico instabile e dalla trasformazione digitale, è fondamentale un aspetto: “Serve promuovere una cultura imprenditoriale incentrata sulla scelta dei professionisti migliori con le giuste competenze: questa è la chiave per garantire continuità e crescita dell’impresa”.
Tra le proposte di Synergie Executive ci sono altri servizi: interim management, che permette di identificare una figura executive per un periodo limitato di tempo, laddove è necessario preparare il passaggio verso una nuova dirigenza; functional management, che garantisce la copertura momentanea di determinate attività oppure di settori strategici dell’azienda; fase di coaching per il neo assunto con l’obiettivo di facilitare la transizione e l’integrazione della figura all’interno dell’azienda, rafforzarne la leadership e la capacità decisionale e allineare la visione del manager con la strategia aziendale.
L’attenzione ai giovani e all’inclusione
L’Apl è particolarmente attenta anche ai temi sociali con iniziative sempre volte a trovare un lavoro alle persone. Per esempio rientrano in questo ambito le attività volte a contenere il fenomeno Neet (l’acronimo che definisce chi non è impiegato né in fase di formazione: not in education, employment or training). Tra queste c’è il metodo innovativo incentrato sul gaming come sistema educativo per preparare i giovani alle sfide del mercato del lavoro e come abilitatore di nuove opportunità: questo approccio è in grado di valorizzare il potenziale formativo dei videogiochi che, attraverso ambienti e dinamiche complessi, stimolano lo sviluppo di competenze trasversali fondamentali. Il gaming, infatti, sprona i giocatori a rinforzare soft skill come il pensiero strategico, il problem solving, la collaborazione, la capacità di agire sotto pressione in contesti in continua evoluzione, la leadership e il multitasking (tutti elementi indispensabili in ambito professionale, capaci di migliorare l’adattabilità e l’efficacia sul lavoro).
Ancora più orientati all’inclusione e all’impegno sociale ci sono altri progetti: Synergie Impact; Tilde 2024; Attiviamoci per la parità! (con SvoltaDonna); Nel cuore della Rete (con Fondazione Carolina). Synergie Impact è il progetto volto a comunicare in modo chiaro e trasparente quali scelte e quale visione di lungo periodo stanno alla base dell’impegno aziendale per costruire un futuro più equo per le persone: in concreto, dentro e fuori il luogo di lavoro, l’Apl propone eventi e iniziative a supporto della parità di genere e dell’indipendenza economica delle donne e in azioni di sensibilizzazione sui temi del cyberbullismo, dell’inclusione e delle diversità. Tilde 2024 è invece un progetto promosso dall’Unione dei Comuni Nord Est di Torino che aiuta le donne con figli minori a carico a conciliare vita privata e professionale. Con il ciclo di appuntamenti “Attiviamoci per la parità!” è promossa l’uguaglianza di genere e l’autonomia economica delle donne. Infine, con il progetto educativo “Nel cuore della Rete” si promuove un uso sicuro e consapevole degli strumenti digitali tra i giovani.
Le questioni legate ai temi diversity e inclusion sono molto care a Synergie Italia, da sempre attenta a creare un ambiente lavorativo equo e inclusivo con vari progetti. Rientrano nell’ambito, Synergie Inclusion e Synergie68, due dipartimenti specializzati e dedicati alla sensibilizzazione sulle tematiche D&I, la promozione e la valorizzazione dell’unicità di ogni persona e la gestione di tutti i processi legati all’inserimento lavorativo delle categorie protette.
a cura di Dario Colombo, giornalista di Este
FONTE: Persone&Conoscenze
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