Lavoro, Synergie Italia punta sulle Pmi del Nord-Est

Gli occupati crescono mentre coloro che cercano lavoro diminuiscono. Lo scenario certificato da Istat nell’ultimo giorno di luglio conferma che nel 2026 il tasso di disoccupazione resta stabilmente sotto la soglia del 6%.

"Il numero di occupati ha raggiunto il picco storico, ma il mercato del lavoro si appresta a vivere un passaggio a suo modo epocale, che sarà caratterizzato da una svolta strutturale", osserva Marco Valsecchi, amministratore delegato di Synergie Italia, la controllata del gruppo francese attivo nei servizi di somministrazione di lavoro, oltre che nella selezione e formazione. "Abbiamo una rete territoriale capillare costruita negli ultimi anni, con la tecnologia di Synergie Lab, con la formazione integrata di Synergie Academy, con la specializzazione verticale di S&you e Synergie Executive. Siamo, insomma, in grado di fare fronte alle complessità con soluzioni costruite secondo l’esigenza dell’impresa, del settore di appartenenza e delle risorse umane".

Synergie Italia conta già 185 filiali e lo scorso anno ha archiviato l’esercizio con 855 milioni di euro di ricavi, in crescita del 3,5% rispetto al 2024, il valore dell’utile netto si è attestato a 35 milioni e il numero complessivo dei dipendenti ha raggiunto quota 1.250 (+7% rispetto al 2024). L’obiettivo di breve termine è crescere di ulteriori 50 filiali, operando attraverso 230 presidi territoriali.
"Un settore trainante che alimenta la domanda di lavoro è l’aerospazio, ma anche la filiera ad esso collegata registra da un paio di anni una crescita. Un buon andamento lo evidenzia la difesa e tutto ciò che orbita alle aziende del settore, anche perché una parte del comparto automotive si sta riconvertendo investendo su altri settori, sia verso la difesa e l’aerospazio, sia esplorando soluzioni, per esempio, nel settore pharma. A questi mercati — constata Valsecchi — si aggiunge la tenuta della grande distribuzione, che non finisce di stupirci, nonostante il rallentamento dei consumi".

In questo contesto la strategia di Synergie è puntare molto sull’area Nord-Est del Paese. "Tutta la parte del padovano, del vicentino, del veronese, oltre che le zone del basso Friuli sono ad alta densità di imprese, con caratteristiche si coniugano bene con i nostri valori e le nostre modalità di dare supporto agli imprenditori, perché sono tutte aziende medio piccole, con al massimo 350-400 persone impiegate. Il 70% dei nostri clienti è costituito da piccole e medie imprese italiane, è una nostra particolarità e un nostro segno distintivo rispetto alle altre agenzie", spiega.
Nel 2026 il numero medio di addetti somministrati su base quotidiana da Synergie è di circa 25mila unità, in crescita rispetto allo scorso anno.

Nel frattempo, a giocare un ruolo fondamentale è l’intelligenza artificiale. "Stiamo investendo in Synergie Lab, un laboratorio interno di intelligenza artificiale e di automazione che sta fornendo già un fortissimo contributo nella parte più basica del nostro lavoro: il cosiddetto matching, cioè il processo di selezione per la corretta combinazione tra il profilo dei candidati e la domanda di lavoro dei nostri clienti. Ma la parte che cambierà il mondo del lavoro a breve è la componente che accelera questa dinamica. Grazie alla capacità computazionale e a modelli di intelligenza artificiale si può esattamente stabilire come le competenze di un candidato possono essere potenziate o riviste tramite formazione. Sembra banale, ma era un impegno impensabile se applicato ogni giorno su 25mila addetti".