il lavoro è il nostro mestiere.

LA LEGGE 107/15 - FOCUS PER GLI STUDENTI

La Buona Scuola è il piano che il Governo offre a tutti i cittadini come proposta di riforma della scuola. L’intera comunità scolastica sarà coinvolta nell’elaborazione del Piano dell’offerta formativa, saranno garantite maggiori risorse strutturali e saranno istituite nuove modalità di reclutamento degli insegnati. L’innovazione didattica sarà finalizzata all’apertura degli istituti scolastici al mondo del lavoro attraverso la progettazione di nuovi percorsi didattici e formativi dedicati. L’alternanza scuola-lavoro sarà estesa a tutti gli studenti del biennio.

Fondi

La riforma prevede lo stanziamento di 3 miliardi in più all’anno per l’assunzione docenti, ampliamento offerta formativa e rafforzamento dell’autonomia scolastica:

+  100 milioni dedicati alle nuove assunzioni di personale docente

+ 100 milioni per realizzare l’alternanza scuola-lavoro

+ 90 milioni per creare laboratori di orientamento, sul digitale, le arti e la musica e per combattere la dispersione scolastica.

+ 300 milioni per migliorare l’edilizia scolastica

Un’offerta formativa più ampia e ricca

L’offerta formativa sarà più flessibile, declinata in base alle esigenze degli studenti e coerente con la necessità di orientarli al futuro. Si attiveranno percorsi di potenziamento delle competenze linguistiche, l’Italiano per gli studenti stranieri e l’Inglese per tutti (anche con materie generaliste insegnate in lingua), verrà riservata maggiore attenzione a discipline quali arte, musica, diritto, economia e discipline motorie. Sarà dato più spazio all’educazione ai corretti stili di vita, alla cittadinanza attiva, all’educazione ambientale e allo sviluppo delle competenze digitali (linguaggi di programmazione, utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media). (Art. 7)

Scuola digitale

Il Piano nazionale per la scuola digitale favorirà attività volte allo sviluppo delle competenze digitali attraverso il potenziamento degli strumenti didattici, in collaborazione con università, associazioni, organismi del terzo settore e imprese. Gli studenti dovranno avere a disposizione una scuola più moderna ed efficiente, in rete con il territorio e il suo contesto produttivo, con una burocrazia più snella. (Art. 58-59)

Il curriculum diventa digitale e flessibile

Le scuole attiveranno materie opzionali in risposta alle esigenze specifiche degli studenti. Le competenze che matureranno, anche in ambito extra scolastico (volontariato, attività sportive, culturali, musicali), saranno raccolte in un apposito curriculum dello studente che conterrà informazioni utili relative al percorso di studi, alle conoscenze acquisite, agli insegnamenti opzionali prescelti, alle esperienze formative svolte, anche durante il periodo di alternanza scuola-lavoro. (Art. 28)

Orientamento

Saranno individuati percorsi formativi e iniziative finalizzate all’orientamento e a garantire un maggior coinvolgimento, valorizzando il merito scolastico e i talenti. Nell’ottica di una didattica laboratoriale le scuole potranno dotarsi di laboratori di occupabilità finalizzati all’apertura della scuola al territorio, anche in orario extrascolastico, e all’orientamento al lavoro, promuovendo esperienze didattiche improntate a favorire il contatto con realtà aziendali anche a carattere artigianale. (Art. 29)

Alternanza scuola-lavoro

L’alternanza scuola-lavoro diventa parte del percorso formativo. Si svolgerà in azienda, ma anche in enti pubblici, musei e si potrà fare anche d’estate e all’estero. Sono previste almeno 400 ore nell’ultimo triennio degli istituti tecnici e dei professionali e 200 in quello dei licei. Sarà predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza, una tutela importante che darà garanzia di correttezza mettendo i ragazzi nelle condizioni migliori per imparare facendo. Sarà possibile inoltre esprimere una valutazione sull’efficacia dei percorsi effettuati. Sarà istituito un Registro nazionale in cui saranno raccolti enti e imprese disponibili a svolgere i percorsi dal quale gli  istituti attingeranno per attivare i percorsi. (Art. 33-46)

 

 

 

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